L’Annunciazione di El Greco

L’Arcangelo Gabriele si reca da Maria per comunicare la volontà di Dio Padre. Ne L’Annunciazione, El Greco dipinge un gruppo di angeli musicanti che si librano tra le nuvole.

El Greco, L’Annunciazione, 1597 – 1600, olio su tela, 315 x 174 cm. Madrid, Museo del Prado

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Indice

Descrizione de L’Annunciazione di El Greco

L’Arcangelo Gabriele si trova in alto a destra, con i piedi su di una nuvola, e reca l’annuncio a Maria. Gabriele ha dispiegato le sue ampie ali e incrocia le mani sul petto. Maria invece si trova a sinistra ai piedi del leggio sul quale è posato il libro che leggeva con il suo ospite. La Madonna solleva le mani in segno di rispetto e timore mentre assume un’espressione estatica. Tra i due poi brucia il roveto ardente che non si consuma. In alto un gruppo di angeli musicanti accompagnano l’evento. Lo Spirito Santo sotto forma di colomba infine si trova proprio al centro del dipinto.

Interpretazioni e simbologia de L’Annunciazione di El Greco

Il dipinto di El Greco interpreta un tema molto rappresentato dagli artisti del Rinascimento. L’Annunciazione di Maria è tratta dal Nuovo Testamento (Luca I, 26-38). Narra della visita che l’Arcangelo Gabriele fece alla Madonna per comunicarle la futura attesa. La colomba simboleggia lo Spirito Santo attraverso il quale avviene l’incarnazione di Gesù nel ventre di Maria. Nel dipinto è presente un roveto ardente che simboleggia la verginità della giovane. Infatti il fuoco non intacca l’arbusto che brucia senza consumarsi.

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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione

El Greco venne incaricato di realizzare una pala per l’altare maggiore della Chiesa del Collegio degli Agostiniani di Doña María de Córdoba y Aragón. La commissione del 1596 permette così di datare le opere realizzate. Nella parte centrale vi era L’Annunciazione. Poi il Battesimo di Cristo, quindi la Resurrezione e infine la Pentecoste. L’adorazione dei Pastori si trova a Bucarest mentre gli altri si trovano al Prado di Madrid.

Consulta anche l’articolo intitolato: I libri utili alla lettura dell’opera d’arte.

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Lo stile del dipinto L’Annunciazione di El Greco

Come gli altri dipinti della pala anche L’Annunciazione fu un tema già trattato da El Greco. Solo La Pentecoste era nuovo all’artista. I precedenti dipinti furono realizzati durante il suo soggiorno in Italia. Per questo motivo gli storici scorgono nelle figure delle nuove versioni dipinte da El Greco alcune influenze del Manierismo italiano. Le fisionomie e la caratteristica deformazione in altezza invece sembrano di radice bizantina. Infine la posizione dei personaggi e il loro chiaroscuro rende l’atmosfera espressionista.

Il colore e l’illuminazione

Diversamente dagli altri dipinti della pala d’altare ne L’Annunciazione le vesti dei personaggi sono colorate con colori secondari. L’impatto di questi toni è più morbido e crea una maggiore armonia cromatica. La veste dell’Arcangelo Gabriele è verde come quella dell’angelo di sinistra. Un mantello e gli strumenti musicali tendono all’arancione. Anche la veste di Maria tende al viola chiaro. Inoltre in basso sono verdi le foglie del roseto rovente. Tutte le figure sono immerse nell’azzurro delle nuvole tra le quali si diffonde la luce dorata dello Spirito Santo.

Lo spazio

Le figure dipinte da El Greco si accalcano in uno spazio ristretto. La scena inoltre è sviluppata in verticale. Lo spazio umano è rappresentato dalla stanza di Maria caratterizzata dalla prospettiva del leggio. Lo spazio divino invece è rappresentato nel registro alto nel quale gli angeli accompagnano l’evento suonando tra le nuvole.

La composizione e l’inquadratura

La struttura del dipinto L’Annunciazione di El Greco è suddivisa tra due registri orizzontali. Quello inferiore occupa circa due terzi della verticale ed è destinato alla scena de L’Annunciazione. Il registro superiore invece è occupato dal gruppo di angeli musicanti. La Vergine e L’Arcangelo Gabriele sono disposti su di una obliqua che sale da sinistra e rende dinamica la scena. Gli angeli invece sono disposti in cerchio e uno di loro è di schiena verso il fronte del dipinto. Questa scelta compositiva si ritrova anche negli altri dipinti della pala d’altare.

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