Ponte di Charing Cross di André Derain

In seguito all’esposizione al Salon d’Automne del 1905, André Derain, convinto dal mercante Ambroise Vollard, compì due viaggi a Londra durante i quali realizzò circa trenta tele. Il Ponte di Charing Cross fa parte delle vedute londinesi del 1906.

André Derain, Ponte di Charing Cross detto anche Ponte di Westminster, 1906, olio su tela, 81 x 100 cm. Parigi, Musée d’Orsay

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Indice

Descrizione di Ponte di Charing Cross di André Derain

Il Ponte di Westminster o di Charing Cross è visto dall’alto oltre la strada che crea una profonda curva verso destra. Ai lati della carreggiata si susseguono esili alberi, sul passaggio riservato ai passanti. In centro, invece, i veicoli sfrecciano veloci. A sinistra scorre il Tamigi sullo sfondo, invece, oltre il ponte la città è solamente uno skyline nel quale si identificano a malapena gli edifici più rappresentativi. Sul fiume corre un traghetto, i suoi sbuffi di vapore volano in alto e trasportati dal vento traversano il dipinto verso destra.

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L’artista e la società. La storia dell’opera

André Derain si recò a Londra nel 1906 su richiesta del mercante d’arte Ambroise Vollard. Il gallerista ebbe modo di apprezzare il talento dell’artista durante il Salon d’Automne di Parigi nel 1905. Fu proprio in quella sede che George Vauxcelles, critico d’arte del Gil Blas, coniò il termine Fauves. Fu infatti con l’esclamazione “Donatello tra le belve” (Donatello chez les fauves!) che nacque il nome del gruppo. I Fauves ebbero, però, vita breve e si sciolsero nel 1907. La principale esperienza, che confluì nel Salon fu quella compiuta a Collioure, nell’estate del 1905, da Henri Matisse e André Derain.

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Lo stile del dipinto il Ponte di Charing Cross di André Derain

Derain compì la sua esperienza Fauves nell’estate del 1905 a Collioure insieme a Henri Matisse. I due artisti dipinsero paesaggi marini e vedute con colori accesi, personali e antinaturalistici. Utilizzarono campiture bidimensionali e linee di contorno. Abolirono la prospettiva geometrica, il chiaroscuro e il volume. L’anno successivo, il 1906, André Derain fu convinto dal suo gallerista, Ambroise Vollard, a recarsi a Londra per realizzare vedute Fauves della città. Lo stile a mosaico che Derain utilizzò nelle vedute della località francese come in Barche a Collioure o nel ritratto di Henri Matisse, lasciò il posto a campiture bidimensionali simili a quelle dei dipinti di Paul Gauguin.

La carreggiata, le chiome degli alberi, la città lontana e i veicoli furono dipinti con campiture omogenee. Inoltre, Derain utilizzò la linea di contorno per precisare le forme delle automobili, del ponte e della strada. Le pennellate a mosaico, utilizzate nei dipinti di Collioure, vennero, invece utilizzate per descrivere i riflessi sull’acqua del Tamigi e nel cielo.

Il colore e l’illuminazione

Il dipinto di André Derain è molto lontano dalle felici rappresentazioni dell’estate precedente. I colori del sole francese hanno lasciato il posto ad un cielo giallo e marrone che si riflette sull’acqua del Tamigi. La carreggiata in primo piano è verde tendente al grigio e gli alberi dipinti con un ocra molto terroso. Le architetture sono blu-grigio declinate con toni più chiari verso lo sfondo. I brillanti contrasti tra complementari sono spariti. Sopravvivono, invece, contrasti di luminosità che descrivono l’atmosfera spenta e fumosa della città.

Lo spazio di Ponte di Charing Cross detto anche Ponte di Westminster di André Derain

La strada che corre verso la città, a partire dal primo piano, crea una potente spazialità che condiziona e chiarisce lo spazio della veduta. Di conseguenza, agiscono come indicatori di profondità le auto e gli alberi, con la loro progressiva diminuzione di grandezza.

La composizione e l’inquadratura

La strada che parte dal primo piano crea una potente ossatura compositiva lungo la quale si articola l’intero dipinto. Infatti, oltre ad occupare una notevole parte dell’immagine, la carreggiata condiziona il percorso del nostro sguardo. La strada parte dal bordo inferiore del dipinto e procede, curvando, verso l’alto, a sinistra, del quadro creando una grande ansa.

Questa parabola, strutturalmente, termina sul bordo sinistro, convergendo sul punto nel quale finisce il ponte di Charing Cross. La seconda direttrice che si viene a creare è la spessa linea obliqua veicolata dal ponte sullo sfondo che fa da base allo skyline della città. Infine, gli esili alberi della creano una scansione ritmica che guida lo sguardo in avanti verso gli edifici.

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