Jean Francois Millet la vita e le opere

Jean Francois Millet fu un pittore francese che operò durante l’Ottocento considerato uno dei principali esponenti del realismo.

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Biografia

Nascita di Jean Francois Millet

1814. Jean-François Millet nacque a Gréville-Hague il 4 ottobre 1814.

Il contesto familiare

Jean-François Millet era figlio di Jean-Louis-Nicolas e Aimée-Henriette-Adélaïde Henry Millet. I genitori erano contadini molto poveri.

L’adolescenza di Jean Francois Millet

Millet mentre studiava pittura insieme al suo maestro continuò ad aiutare i genitori nel lavoro in campagna.

La vita privata e affettiva

1833. A 19 anni, il giovane, partì per iniziare la sua formazione a Cherbourg.

1837. Millet si recò a Parigi per frequentare l’Accademia di Belle Arti.

1840-1841. Millet tornò Cherbourg nell’inverno 1840-1841, all’età di 26 anni, e incontrò Pauline-Virginie Ono. Il giovane artista si innamorò della ragazza e la sposò.

1843. Paoline però morì tre anni dopo il matrimonio. Il giovane rimase affranto dal dolore della perdita.

I contemporanei descrissero Millet come un uomo corpulento e di statura superiore alla media. Aveva un collo Taurino e mani grandi da coltivatore. Portava capelli scuri e folti pettinati all’indietro che lasciavano scoperta la fronte che portava spesso le sopracciglia corrugate che mettevano in vista gli occhi blu profondo. Spesso atteggiava lo sguardo con occhi socchiusi e per questo mostrava un carattere riservato sottolineato anche dalla conversazione misurata e i modi un po’ formali.

1849. Nel 1849, all’età di 35 anni, Millet si trasferì definitivamente a Barbizon finanziandosì con una somma che lo stato francese gli aveva stanziato. L’artista rimase in questa località per il resto della sua vita e si allontanò solo per tornare a Cherbourg nel 1854 nel 1870 e a Vichy nel 1866 e nel 1868. Nella cittadina francese dipinse alcune delle sue opere più note come l’Angelus e le Spigolatrici.

La morte di Jean Francois Millet

Millett morì a Barbizon Il 20 gennaio 1875 all’età di 60 anni.

La formazione di Jean Francois Millet

La formazione di Millet fu molto precoce ma irregolare. I genitori infatti fecero seguire il figlio ad precettori privati.

1833. Il giovane si trasferì poi a Cherbourg nel 1833, all’età di 19 anni. Prese così lezioni dal ritrattista Paul Dumouchel.

1835. Nel 1835, a 21 anni, Millet lasciò lo studio di Paul Dumouchel e iniziò a praticare pittura presso Lucien Theophil Langlois. L’artista dipingeva utilizzando lo stesso stile di Baron Gros.

1837. Nel 1837 utilizzando una borsa di studio partì per Parigi dove si iscrisse all’École des Beaux-Arts seguendo i corsi di del pittore Paul Delaroche. Partì poi per Parigi nel 1837.

1849. All’età di 45 anni, nel 1849 si stabilì quindi definitivamente a Barbizon dove rimase fino alla morte, nel 1875.

Compì qualche breve soggiorno nuovamente a Cherbourg nel 1854 nel 1870 e a Vichy nel 1866 e nel 1868.

I viaggi

Millet non si allontanò molto dai luoghi di residenza. Nel 1833 si recò a Cherbourg per avviare la sua formazione.

I maestri di Jean Francois Millet

Paul Dumouchel un ritrattista fu il primo maestro di Millet. Paul Delaroche fu poi il suo insegnante presso l’École des Beaux-Arts di Parigi.

Amicizie d’artista e compagni di studi

1846-1847. Millet nel 1846-1847 si avvicinò al gruppo dei pittori di Barbizon e divenne amico di Constant Troyon, Narcisse Diaz, Charles Jacques e Théodore Rousseau

La carriera artistica di Jean Francois Millet

La carriera espositiva

Millet partecipò per la prima volta al Salon del 1839 ma non riscosse molto successo. Partecipò in seguito nel 1865 e fino al 1850.

Collaborazioni con altri artisti

A partire dal 1849 Millet collaborò con il gruppo di artisti della scuola di Barbizon.

La fortuna professionale e le commissioni

1848. Dal 1848 l’artista iniziò ad ottenere i primi successi al Salon di Parigi un dove esporrà fino al 1865. Molte tele furono apprezzate ma fra tutte i repubblicani e i critici di sinistra ammirarono Il seminatore del 1850. L’opera fu però molto osteggiata dalla critica conservatrice.

Incarichi e cariche ufficiali

Nel tempo Millett diventò sempre più famoso è apprezzato fino a ottenere il cavalierato della Légion d’onore.

Lo stile di Jean Francois Millet

Jean Francois Millet è considerato dagli storici dell’arte uno degli esponenti principali del Realismo francese.

Le opere di Millet presentano figure essenziali che si avvicinano a forme geometriche semplici. Inoltre la composizione dei dipinti è semplice ed equilibrata. Millet ottenne questo risultato equilibrando attentamente le luci e le ombre e le masse formate dai colori. Le figure sono costruite con un modellato plastico e assumono posizioni stabili e riconoscibili. Invece i dettagli del paesaggio e dell’ambiente sono appena accennati.

I soggetti

Nelle sue opere Millet raffigurò i contadini delle campagne, soggetti umili che fino ad allora non erano considerati degni di essere rappresentati. Nei suoi dipinti si ritrovano zappatori, piantatori di patate, contadini e pastori che compiono i loro gesti con grande naturalezza e paiono in completa armonia con la natura circostante. Spesso queste rappresentazioni soprattutto quelle con titoli religiosi acquistano un significato mistico.

I temi

La poesia e l’eroicità della vita contadina

Nelle sue opere i contadini acquistano una monumentalità e una solennità che diventa quasi dignità eroica. Ne parlo infatti anche Victor Hugo nel 1866 che sottolineò la figura eroica del seminatore. Le sue creazioni furono però interpretate dagli attivisti delle lotte di classe come un segno di sostegno ed emancipazione delle masse contadine. Secondo Millet i suoi dipinti non erano delle vere e proprie armi sociali ma in essi vedeva la vera umanità e una grande poesia. Gli storici considerano l’opera di Millet come una epopea dei campi. L’artista Infatti raccontò la vita dei contadini con grande partecipazione analizzando la loro giornata dall’alba al tramonto.

La poetica

L’intento di Millet però non fu quello di portare avanti una denuncia sociale per evidenziare le condizioni dei lavoratori della terra. Invece l’artista rappresentò i contadini e il loro mondo con grande partecipazione emotiva.

L’evoluzione dello stile

Millett iniziò dipingendo ritratti e opere di soggetto storico mitologico ed erotico galante. In seguito all’amicizia con gli artisti di Barbizon però inizio a presto a dipingere opere con soggetto agreste.

Millett inizialmente nella piccola città di Cherbourg si dedicò al ritratto poiché riusciva ad ottenere delle commissioni anche se non importanti. In seguito si adattò anche alla pittura di soggetti mitologici considerati di mediocre qualità.

1846-1847. L’artista nel 1846-1847 conobbe Constant Troyon, Narcisse Diaz, Charles JacqueTheodore Rousseau. Divenne amico con il gruppo di artisti e fondarono il primo nucleo della scuola di Barbizon. Si dedicò così alla rappresentazione della vita contadina, un tema che era molto vicino alla sua esperienza esistenziale.

Influenze stilistiche da altri artisti del passato

Millet si ispirò in modo diretto alla rivoluzione realista di Gustave Courbet. Realizzò infatti opere prive di effetti estetici e con soggetti che fino a quel momento erano considerati indegni di comparire nelle opere d’arte.

Eredità artistica

Allievi e seguaci

Le opere di Millet influirono sulla pittura di altri artisti quali Pissarro, Seurat, Gauguin, Segantini, Knight e Vincent Van Gogh.

Le opere di Jean Francois Millet

Uno Spulatore di Jean-François Millet

Uno Spulatore di Jean-François Millet
Uno Spulatore di Jean-François Millet

Jean-François Millet, Uno Spulatore, 1848, Replica, olio su legno, 79,5 x 58,5 cm. Parigi, museé d’Orsay

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Il ritorno dalla fattoria di Jean Francois Millet

Il ritorno dalla fattoria di Jean-Francois Millet
Il ritorno dalla fattoria

1850, Il ritorno dalla fattoria, 1850, olio su tela, 42 x 33 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

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La Signora Lecourtois di Jean-François Millet

La Signora Lecourtois di Jean-François Millet
La Signora Lecourtois di Jean-François Millet

Jean-François Millet, La Signora Lecourtois, non datato, olio su tela, 73,5 x 59 cm. Parigi, museé d’Orsay

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Le spigolatrici di Jean Francois Millet

Le spigolatrici di Jean-François Millet
Le spigolatrici

1857. Le spigolatrici (Des glaneuses), 1857, olio su tela, cm 83,5 x 110. Parigi, Musée d’Orsay

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Angelus di Jean Francois Millet

Angelus di Millet
Angelus

1858. Angelus, 1858, olio su tela, 55,5 x 66 cm. Parigi, Musée d’Orsay

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Uomo con una zappa di Jean Francois Millet

Uomo con una zappa di Jean-François Millet
Uomo con una zappa

1860–1862. Uomo con una zappa (L’Homme à la houe), 1860–1862, olio su tela, 81.9 x 100.3 cm. Los Angeles, J. Paul Getty Museum

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Pastorella con il suo gregge di Jean Francois Millet

Pastorella con il suo gregge di Jean-François Millet
Pastorella con il suo gregge

1863. Pastorella con il suo gregge (Bergère avec son troupeau), 1863 circa, olio su tela, 81 x 101 cm. Parigi, Musée d’Orsay

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La filatrice di Jean-François Millet

La filatrice di Jean-François Millet
La filatrice di Jean-François Millet

Jean-François Millet, La filatrice, 1868-1869, olio su tela, 92,5 x 73,5 cm. Parigi, museé d’Orsay

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La Primavera di Jean-François Millet

Jean-François Millet, La Primavera, 1868-1873, olio su tela, 86 x 111 cm. Parigi, museé d’Orsay

La Primavera di Jean-François Millet
La Primavera di Jean-François Millet

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La chiesa di Gréville di Jean-François Millet

La chiesa di Gréville di Jean-François Millet
La chiesa di Gréville di Jean-François Millet

Jean-François Millet, La chiesa di Gréville, 1871-1874, olio su tela, 60 x 73,4 cm. Parigi, museé d’Orsay

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Lattaia normanna di Jean-François Millet

Lattaia normanna di Jean-François Millet
Lattaia normanna di Jean-François Millet

Jean-François Millet, Lattaia normanna, 1874, olio su tela, 73 x 57 cm. Parigi, museé d’Orsay

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Bibliografia

M. Carlotti (a cura di), Dipingere il lavoro. Un’antologia di dipinti di Jean-François Millet, Editore: Concreo, 2013, EAN: 9788890653360

Link esterni

Consulta la pagina dedicata al dipinto di Jean-François Millet, Pastorella con il suo gregge (Bergère avec son troupeau), sul sito del Musée d’Orsay di Parigi.

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