Per ottanta centesimi! è un dipinto che Angelo Morbelli realizzò con l’intenzione di rappresentare il duro lavoro delle mondine nelle risaie di Vercelli.
Angelo Morbelli, Per ottanta centesimi!, 1895-1897, olio su tela, 67,5 x 121,5 cm. Vercelli, Fondazione Museo Francesco Borgogna
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Indice
Descrizione di Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli
Le donne ritratte di spalle nel dipinto intitolato Per 80 centesimi! sono mondine. Le lavoratrici sono impegnate nel duro lavoro nelle risaie. Il paesaggio è solcato da numerosi canali, necessari per inondare le coltivazioni di riso. Le mondine sono in fila e affondano i loro piedi dentro l’acqua. Stanno infatti, trapiantando il riso e procedono arretrando. Sono chinate in avanti e affondano le loro mani dentro la terra fangosa. La loro immagine si riflette nello specchio d’acqua in primo piano mentre i canali che separano le coltivazioni si allontanano verso l’orizzonte. In lontananza, verso sinistra un altro gruppo di donne arretra dalla direzione opposta. Infine, una sottile linea di bosco delimita i campi verso il bordo superiore del dipinto.
Interpretazioni e simbologia di Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli
Il titolo del dipinto di Angelo Morbelli si riferisce alla paga destinata alle mondine. Il loro durissimo lavoro era infatti, sottopagato. Inoltre, si limitava ad un periodo breve durante l’anno, per circa cinque settimane. L’artista, così, fu colpito dalla forza di carattere che mostrarono le mondine nell’organizzare gli scioperi, che portarono ad un salario migliore e alla riduzione delle ore di lavoro. Le mondine di Vercelli ottennero i primi risultati nel 1906. La scelta compositiva del dipinto Per ottanta centesimi! permette di mettere in risalto l’intervento dell’uomo sulla natura attraverso le coltivazioni di riso. Inoltre, il confronto fra la grande estensione dei campi e le mondine chine sottolinea il duro lavoro da loro compiuto.
Le agitazioni dei mondariso nel vercellese sul finire dell’Ottocento
Dopo l’unità d’Italia, verso gli anni Ottanta dell’Ottocento, iniziatono le prime agitazioni degli operai e dei contadini. Nel vercellese e nel resto della Pianura Padana, furono, infatti, soprattutto i braccianti a muovere le prime lamentele. In particolare, i mondariso protestavano contro le condizioni insalubri del loro lavoro. Inoltre, lamentavano la mancanza di un limite di orario di lavoro, la tutela igienica e l’assenza di una cassa pensione. Le agitazioni continuarono, poi, per tutti gli anni Novanta del Novecento grazie anche all’impegno di personalità come l’avvocato Modesto Cugnolino e il medico Fabrizio Maffi. Proprio il dottor Maffi, deputato socialista e curante di tanta povera gente, nell’ottobre 1896 ispirò un’agitazione di mondariso che chiedevano un aumento di salario a Bianzè.
In questi anni, il sottoprefetto chiese al Consiglio di direzione del Comizio agrario di Vercelli, di agire per evitare ulteriori conflitti. Così il Consiglio, analizzò i dati dei salari di monda degli ultimi dieci anni, forniti dai sindaci. Il risultato fu che per evitare l’eccessivo aumento del prezzo del riso, il salario degli adulti fu diminuito di un quinto.
Il 29 maggio 1898 a Trino Vercellese, le autorità fecero pubblicare un manifesto che stabiliva in centesimi 80 la paga giornaliera dei mondariso. La notizia spinse, così tanta gente a manifestare lungo le vie del paese. Le autorità inviarono la cavalleria e arrestarono sessanta lavoratori, ma ne rilasciarono subito trenta. I giudici assolsero cinque manifestanti, e condannarono gli altri a pene da 12 giorni a 2 mesi di carcere. I lavoratori ottennero, però, un primo successo e il salario fu poi aumentato a lire 1,25 al giorno e ulteriormente migliorata la settimana successiva. Inoltre, altre agitazioni e arresti si verificarono a Lignana, Pertengo, Stroppiana e Prarolo.
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I committenti, le collezioni, la storia espositiva e la collocazione
Angelo Morbelli partecipò con Per ottanta centesimi! alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1895. Il dipinto fu esposto all’interno della sala C. La prima Biennale d’Arte di Venezia si ricorda anche per lo scandalo che il pittore Giacomo Grosso provocò con l’esposizione dell’opera intitolata Il supremo convegno. Un critico contestò anche l’opera di Morbelli a causa della composizione ritenuta poco interessante. Per ottanta centesimi! fu esposta nel 1896 all’Internationale Kunstausstellung di Dresda, insieme a S’avanza, nel 1897. Sempre nello stesso anno fu inviata a Monaco dove ottenne una medaglia d’oro. Nel 1912, il Museo Borgogna, acquistò l’opera. Il dipinto faceva parte di una mostra intitolata Mostra d’Arte della campagna irrigua, allestita a Vercelli.
L’artista e la società. La storia dell’opera
Per ottanta centesimi! fu realizzato in un periodo di circa due anni, dal 1894 al 1896. Angelo Morbelli fece uso di fotografie che scattò personalmente sui luoghi delle risaie. L’opera è firmata e datata 1895. Il maestro iniziò, probabilmente, a lavorare al dipinto nel 1893. Intervenne sulla tela, nuovamente, nel 1895 in vista della sua partecipazione alla prima Biennale di Venezia. Inoltre, sembra che ritoccò il dipinto in momenti successivi, non convinto dei riflessi sull’acqua in primo piano. In questi anni Angelo Morbelli mantenne una continua corrispondenza con il suo gallerista Vittore Grubicy de Dragon. Nelle lettere, l’artista chiedeva consigli e teneva al corrente il mercante sul progredire delle sue opere.
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Consulta anche l’articolo intitolato: La scheda per l’analisi dell’opera d’arte.
Lo stile di Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli
Il dipinto Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli è un’opera divisionista. Il Divisionismo italiano nacque ufficialmente in occasione della I Triennale di Milano del 1891. In questa mostra vennero esposte, Le due madri di Giovanni Segantini, il Parlatorio del Luogo Pio Trivulzio, Alba di Morbelli e Maternità di Gaetano Previati. Il Divisionismo presenta alcune affinità con il Puntinismo francese. Il colore è posto sulla tela attraverso punti o filamenti di colore puro. La loro fusione avviene nell’occhio dell’osservatore e restituisce la tinta locale della figura. I soggetti, però, sono diversi. Nel caso del Puntinismo francese, Seurat dipinse scene di vita dei parigini. Nel caso del Divisionismo italiano, invece, gli artisti si concentrarono spesso su tematiche sociali.
Angelo Morbelli realizzò una serie di opere all’interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano. La ricerca culminò con il Poema della vecchiaia esposto alla V Biennale di Venezia del 1903. Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinse il famoso Quarto Stato. Segantini raccontò la vita dei contadini del nord italia con opere come Alla stanga. Il Divisionismo italiano non diventò un movimento a causa della mancata convergenza dei principali protagonisti. Angelo Morbelli tentò di costruire un fronte unitario nel 1896 ma senza successo.
La tecnica di Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli
L’artista utilizzò la fotografia come supporto per elaborare il dipinto. Infatti, il metodo divisionista risultava lento a causa della minuziosa disposizione di tratti o punti. Le immagini fotografiche permettevano così, di cogliere il modello e l’illuminazione per meticolosa la rielaborazione in studio. Morbelli dipinse Per ottanta centesimi! su una tela artigianale tessuta a mano con trama obliqua.
L’artista preparò la superficie destinata alla pittura con una imprimitura tendente al blu in basso e al verde in alto. Il dipinto è frutto di una stratificazione di molto colore, segno che Morbelli riprese più volte l’opera. I colori puri furono stesi con la tecnica divisionista, in piccoli filamenti accostati o incrociati. In seguito ad una attenta e accurata analisi, i tecnici del museo hanno rivelato che Morbelli utilizzò fino a sette colori puri per centimetro quadrato.
Il colore e l’illuminazione
Il verde è il colore più distribuito sul dipinto. In primo piano, l’acqua riflette l’azzurro del cielo. La superficie è quindi, totalmente occupata dalle piantine verdi di riso. Sull’acqua si riflettono le immagini delle donne con gli abiti colorati di bruno, marrone e bianco.
Si osservano contrasti di colore tra i toni caldi e saturi degli abiti delle donne e il verde delle piantine di riso. La luce solare proviene dall’alto e crea riflessi e ombre, sulla superficie dell’acqua.
Lo spazio
Le linee di fuga tra le piantagioni di riso puntano verso l’orizzonte. Le dimensioni delle figure femminili, in primo piano, confrontate con quelle a sinistra permettono di stabilire la distanza tra i due gruppi di mondine. Anche la definizione delle superfici contribuisce a misurare le distanze. In primo piano, si notano infatti, le piantine di riso ed ogni loro foglia. Verso l’orizzonte, la superficie si compatta e non si distinguono più i particolari.
La composizione e l’inquadratura
Per ottanta centesimi! di Angelo Morbelli è un dipinto orizzontale, panoramico. L’inquadratura è di tipo fotografico e alcune figure sono tagliate, a sinistra e a destra. Il punto di vista è alto e la coltivazione occupa tutta la superficie dell’opera fino a quasi il bordo superiore. Infatti, il cielo è presente solo nei riflessi sull’acqua. Nel dipinto è resa efficacemente l’estensione della risaia e le due file di donne che arretrano contrapposte. In primo piano, lo specchio d’acqua riflette le figure delle donne. Le piantine proseguono fino all’orizzonte quasi in prossimità del bordo superiore del dipinto. A sinistra, sull’orizzonte sono presenti le altre mondine. Infine le linee di fuga del campo creano una simmetria centrale.
Confronti. Le lavoratrici della terra nei dipinti di Morbelli e Millet
Il dipinto di Angelo Morbelli intitolato Per ottanta centesimi! può essere confrontato con il dipinto Le spigolatrici di Millet. Le due opere rivelano una concezione diversa delle lavoratrici della terra. Nel dipinto di Millet le figure femminili diventano monumentali. Le protagoniste assumono un valore epico e drammatico. Le tre giovani sembrano eroine impegnate nella dura lotta quotidiana per la sopravvivenza. Le mondine di Angelo Morbelli, invece, sono raffigurate di spalle. Il punto di vista è più alto e mette così in risalto l’estensione delle risaie.

Approfondimenti. Il duro lavoro delle mondine a Vercelli e Novara
Il termine mondina deriva dal verbo “mondare“. Le mondine erano lavoratrici stagionali delle risaie. Il loro lavoro si svolgeva tra la fine di aprile e gli inizi di giugno, per circa cinque settimane di duro lavoro. Proprio, durante questo periodo le piantine di riso venivano mondate e trapiantate lavorando a piedi nudi nel fango insano. I campi, infatti, venivano allagati per proteggere le piccole piante di riso dalla differenza di temperatura tra giorno e notte. La monda consisteva nella pulitura della coltivazione dalle piante infestanti. Il trapianto, invece, permetteva di disporre le piantine in modo da consentire una migliore crescita futura. Le mondine furono impiegate nelle risaie a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, fino al 1960.
Le mondine erano donne di bassa estrazione sociale provenienti da Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. Le risaie si trovavano, invece, nelle province di Vercelli, Novara e Pavia ed erano proprietà della nascente borghesia agraria. Il lavoro delle mondine era molto pesante. Lavoravano tutto il giorno sotto il sole immerse nell’acqua fangosa. le donne erano vittima di attacchi di zanzare, insetti e sanguisughe. Inoltre, il loro abbigliamento era precario. Per proteggersi indossavano solo calze di cotone, un fazzoletto sul viso e un cappello a larga tesa contro il sole.
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Bibliografia
- Luciano Caramel, Angelo Morbelli. Catalogo della mostra (Alessandria-Roma, 1982), Mazzotta, 1982, Collana: Biblioteca d’arte, EAN: 9788820204853
- Aurora Scotti, Angelo Morbelli. Tra realismo e divisionismo. Catalogo della mostra, Fondazione Torino Musei, 2001, EAN: 9788888103068
- Raffaele De Grada, Morbelli e Barabino. Dalla poetica della natura all’impegno del sociale, Mazzotta, 2004, Collana: Biblioteca d’arte, EAN: 9788820216757
- Marco Rosci, Emiliana Mongiat, Da Gaudenzio Ferrari ad Angelo Morbelli. Tesori dalle collezioni private novaresi. Catalogo della mostra (Novara, 22 dicembre 2007-3 febbraio 2008), EAN: 9788836609864
- Giovanni Anzani (a cura di) Elisabetta Chiodini (a cura di), Alle cucine economiche. Un inedito di Angelo Morbelli, Antiga Edizioni, 2017, EAN: 9788899657840
- Giovanna Ginex, Angelo Morbelli. Il poema della vecchiaia, Skira, Collana: Arte moderna. Cataloghi, 2018, EAN: 9788857238586
- A. Scotti, Vita in risaia, lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli, Mets percorsi d’arte, Novara 2018, Catalogo della mostra, Novara, Galleria Paolo e Adele Giannoni, 13 – 25 aprile 2018 e Vercelli, Museo Borgogna, 29 aprile -1 luglio 2018, ISBN: 9788894348101
- Morbelli, 1853-1919, Paola Zatti, Silvana Editoriale, 2019 ISBN 9788836642250
- Angelo Morbelli. Pittore del Monferrato, SAGEP, 2019, Collana: Sagep arte, EAN: 9788863736403
- Stefano Bosi, Paul Nicholls, Gianluca Poldi, Angelo Morbelli. Luce e colore, SAGEP, Collana: Sagep arte, 2019, EAN: 9788863736199
Bibliografia il lavoro delle mondine
- L. Faccini, I lavoratori della risaia fra ’700 e ’800. Condizioni di vita, alimentazione, malattie, in «Studi storici», n. 3, 1974, pp. 571
- Uomini e lavoro in risaia. Il dibattito sulla risicoltura nel ’700 e nell’800, Milano, Franco Angeli, 1976
- Irmo Sassone, Sulla storia del movimento operaio vercellese e la conquista delle 8 ore di lavoro in risaia, Firenze Libri, 1989, EAN:2566893417854
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La data dell’ultimo aggiornamento della scheda è: 11 gennaio 2025.
Approfondisci la lettura consultando le schede delle altre opere di Angelo Morbelli intitolate:
Le opere di Angelo Morbellli pubblicate
- Goethe morente
- Giorni ultimi
- Venduta
- Giorno di festa al Pio Albergo Trivulzio
- Per ottanta centesimi!
- Derelitta
- S’avanza
- In risaia
- Il Natale dei rimasti
- Vecchie Calzette
- Siesta invernale
- La sedia vuota
- Mi ricordo quand’ero fanciulla
- I due inverni
- Il Poema della vecchiaia
- Tempi lontani
- Un Natale! Al Pio Albergo di Trivulzio
- Tempo di Pioggia
Leggi La vita e tutte le opere di Angelo Morbelli
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